{"id":2266,"date":"2016-11-26T18:56:51","date_gmt":"2016-11-26T17:56:51","guid":{"rendered":"http:\/\/ledspadova.eu\/?p=2266"},"modified":"2018-04-05T23:10:54","modified_gmt":"2018-04-05T21:10:54","slug":"lets-build-a-global-power-grid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/2016\/11\/lets-build-a-global-power-grid\/","title":{"rendered":"Let&#8217;s Build A Global Power Grid"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.ledspadova.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2266\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italian<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><em>Articolo originale pubblicato da Clark W. Gellings su IEEE Spectrum il 28 Luglio 2015<\/em><\/span><\/h2>\n<hr>\n<p>In questi anni ha assunto grande rilevanza in ambito accademico il concetto di \u201csmart grid\u201d (rete intelligente), spesso sovrapposto \u2013 sia a ragione, che a torto \u2013 a quello di \u201c<a href=\"http:\/\/www.microgridinstitute.org\/about-microgrids.html\">microgrid<\/a>\u201d (rete autosufficiente). L\u2019avvento della <a href=\"http:\/\/www.digitaljournal.com\/pr\/3148707\">generazione distribuita<\/a> tramite fonti rinnovabili (RES) ha infatti costretto gli ingegneri a ripensare completamente il modello della rete elettrica, immaginando un futuro in cui ogni centro abitato e polo industriale consumeranno l\u2019energia da loro stessi prodotta a livello locale, in modo sostenibile e pienamente efficiente. Ci\u00f2 significherebbe, tradotto in termini pratici, suddividere le reti nazionali in piccole unit\u00e0 autonome, ciascuna dotata di un proprio sistema di generazione da pochi MW (ad esempio un \u201cparco\u201d fotovoltaico costituito dalla totalit\u00e0 dei pannelli installati sugli edifici) gestito in modo \u201csmart\u201d da una serie di sensori e strumenti informatici, che monitorano istante per istante ogni componente (<a href=\"http:\/\/www.intel.com\/content\/www\/us\/en\/energy\/iot-smart-grid-paper.html\">Internet of Things<\/a>).<\/p>\n<p>Ovviamente questo modello presuppone che sia possibile sfruttare le rinnovabili in qualunque punto del pianeta, ma sappiamo, invece, che purtroppo non \u00e8 cos\u00ec. Il grosso problema delle RES \u00e8 che si tratta di fonti intermittenti, non programmabili, non uniformemente distribuite sul territorio e spesso situate lontano dai luoghi in cui la loro energia \u00e8 effettivamente richiesta. Inoltre, in mancanza di efficienti ed economici sistemi di accumulo, settorializzare la rete elettrica rende estremamente pi\u00f9 difficile il bilanciamento puntuale della produzione e dei consumi. Appare dunque evidente come per essere \u201csmart\u201d non sia sufficiente diventare \u201cmicro\u201d.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 per questo che da qualche tempo \u00e8 tornata in auge l\u2019idea diametralmente opposta: allargare, oltre che rimpicciolire. Pensando in grande, gli ingegneri hanno valutato quali vantaggi deriverebbero dalla costruzione di una rete di dimensioni eccezionali, mai raggiunte prima, ovvero di una \u201csuper grid\u201d, in grado di interconnettere fra loro ben cinque continenti. Questo tipo di collegamento consentirebbe il pareggio, istante per istante, tra produzione e consumi: qualora in un certo punto del globo vi fosse un picco di produzione, l\u2019energia in eccesso potrebbe essere dispacciata a migliaia di chilometri di distanza, per essere utilizzata in un luogo in cui le fonti locali non sono in quel momento sufficienti a soddisfare la domanda. E viceversa.<\/p>\n<p>Per realizzare un sistema di trasmissione che copra distanze cos\u00ec grandi, \u00e8 necessario agire su due fronti: prima cosa, alzare la tensione; secondo, passare dalla corrente alternata a quella continua. \u00c8 evidente, infatti, come i pi\u00f9 grossi limiti all\u2019estensione di una linea siano le dissipazioni di potenza (sia attiva che reattiva) e le conseguenti cadute di tensione. Ma un sistema in HVDC (High Voltage Direct Current) permetterebbe, a parit\u00e0 di potenza, di ridurre in modo sostanziale:<\/p>\n<ul>\n<li>le perdite attive (la resistenza di un conduttore \u00e8 infatti sensibilmente maggiore in AC, a causa dell\u2019effetto pelle e dell\u2019effetto di prossimit\u00e0);<\/li>\n<li>le perdite reattive legate ai campi magnetici ed elettrici;<\/li>\n<li>la sezione dei conduttori (sempre perch\u00e9 in DC non sussiste l\u2019effetto pelle), almeno per quelli monometallici (per i bimetallici l\u2019anima d\u2019acciaio ha funzione strutturale, non pu\u00f2 essere dunque eliminata);<\/li>\n<li>la distanza di isolamento nelle linee aeree (e quindi la superficie occupata dagli elettrodotti) e lo spessore del dielettrico nei cavi;<\/li>\n<li>la temperatura di esercizio (con conseguente aumento di portata);<\/li>\n<li>i problemi di stato del neutro sui livelli di tensione pi\u00f9 alti;<\/li>\n<li>altre questioni relative all\u2019utilizzo di trasformatori, alla perdita di passo tra sistemi interconnessi, alle reattanze di compensazione, all\u2019effetto Ferranti, allo smaltimento del calore, all\u2019inquinamento elettromagnetico, ecc.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nonostante gli indiscutibili vantaggi, l\u2019HVDC presenta ancora diversi problemi che rendono tale sistema poco flessibile per la maggior parte delle applicazioni e che ne hanno impedito la diffusione per tutto il corso del \u2018900. Brevemente si pu\u00f2 dire che l\u2019HVDC richiede:<\/p>\n<ul>\n<li>un percorso di ritorno che chiuda il circuito (tale percorso pu\u00f2 essere realizzato con un apposito conduttore, oppure, ove possibile, sfruttando il terreno o il mare);<\/li>\n<li>l\u2019installazione di complessi convertitori AC\/DC e DC\/AC agli estremi di ciascuna linea, per consentire l\u2019allacciamento alle reti di trasmissione e distribuzione preesistenti (in alternata); ulteriore elettronica di potenza \u00e8 necessaria per variare il livello di tensione, in quanto i tradizionali trasformatori non funzionano in continua;<\/li>\n<li>la progettazione di interruttori DC in grado di rispondere, in pochi millisecondi, a correnti dell\u2019ordine delle decine di kA;<\/li>\n<li>l\u2019utilizzo di conduttori, isolatori e altri dispositivi, che possano sopportare tensioni superiori agli 800 kV mantenendo basse le perdite.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli ingegneri hanno lavorato per decenni per soddisfare le specifiche, ma finora non hanno ottenuto risultati soddisfacenti. Infatti, i convertitori oggi in uso (detti <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/HVDC_converter#Voltage-source_converters\">VSC<\/a> \u2013 voltage-source converters \u2013 basati sui transistor IGBT \u2013 insulated-gate bipolar transistors) sono dispositivi piuttosto costosi e non esenti da perdite, mentre gli interruttori non raggiungono ancora le prestazioni desiderate. Inoltre, l\u2019idea di utilizzare cavi superconduttori per aumentare l\u2019efficienza della rete sembra ancora lontana dall\u2019essere economicamente e tecnicamente praticabile. Si stima dunque che \u2013 ad oggi \u2013 una linea HVDC risulti conveniente soltanto quando il collegamento richiesto superi i 500 km di lunghezza.<\/p>\n<p>Un\u2019altra enorme difficolt\u00e0 che i progettisti dovranno affrontare sar\u00e0 quella di uniformare, a livello internazionale, gli standard elettrici e costruttivi, nonch\u00e9 i protocolli e le misure di sicurezza. Ricordiamo infatti che: paese che vai, frequenza e tensione che trovi. Sar\u00e0 anche necessario stabilire come la nuova rete dovr\u00e0 essere amministrata (o, meglio, <em>da chi<\/em> verr\u00e0 amministrata), nonch\u00e9 ideare un sistema per un\u2019efficace gestione deii flussi di dati e di potenza.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle varie questioni tecniche, che prima o poi verranno sicuramente risolte, i problemi pi\u00f9 grossi, che tarpano le ali a chi sogna la super grid globale, sono di tipo squisitamente politico ed economico. \u00c8 evidente infatti come un\u2019impresa cos\u00ec colossale, che coinvolge centinaia di paesi e popolazioni, distribuiti su cinque continenti, dovr\u00e0 essere necessariamente preceduta da un\u2019infinit\u00e0 di trattative a livello internazionale, affinch\u00e9 gli interessi di tutti vengano tutelati.<\/p>\n<p>Ma qualora anche un accordo venisse raggiunto, ci\u00f2 non decreterebbe dicerto fine degli impedimenti: la storia recente ci insegna, infatti, che non sempre i governi mantengono gli impegni che essi stessi hanno sottoscritto, specie quando si tratta di concedere investimenti all\u2019esterno dei propri confini nazionali (vedi i <a href=\"http:\/\/www.rinnovabili.it\/ambiente\/cop22-finanziamenti-climatici-no-accordo-222\/\">finanziamenti<\/a> per la lotta contro il cambiamento climatico). La sfida dunque sar\u00e0 riuscire a smuovere enormi capitali pubblici ed attrarre poi investitori privati, per coordinarli in seguito tramite un apposito ente sovranazionale.<\/p>\n<p>Per dare un\u2019idea delle dimensioni dell\u2019investimento che potrebbe essere necessario: <a href=\"http:\/\/www.montefiore.ulg.ac.be\/~ernst\/uploads\/news\/id140\/Global_Grid_RENE_final.pdf\">\u00e8 stato stimato<\/a> che un singolo cavo sottomarino per HVDC a 800 kV, per 3 GW di potenza trasmessa, arriverebbe a costare attorno agli 1,5 milioni di dollari al km, mentre le cabine di conversione circa 300 milioni ciascuna.<\/p>\n<p>Non tutto \u00e8 fermo per\u00f2. In <a href=\"read:http:\/\/formiche.net\/2015\/12\/19\/cina-spazio-alle-rinnovabili-con-una-nuova-internet-dellenergia\/\">Cina<\/a> sono gi\u00e0 operative diverse linee U-HVAC (tra cui la linea U-HV <a href=\"http:\/\/www.globaltransmission.info\/archive.php?id=1434\">pi\u00f9 lunga<\/a> al mondo) e HVDC, che trasmettono attraverso il paese l\u2019energia prodotta dal sole e dal vento (a nord) e dall\u2019idroelettrico (a sud), e si prevede che nei prossimi 20 anni verranno investiti 4000 miliardi di dollari per rivoluzionare il sistema elettrico nazionale.&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_3935\" style=\"width: 514px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/spectrum.ieee.org\/energy\/the-smarter-grid\/lets-build-a-global-power-grid\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-3935\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3935\" src=\"http:\/\/ledspadova.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/MjY1NDI4Mw.jpeg\" alt=\"\" width=\"504\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.ledspadova.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/MjY1NDI4Mw.jpeg 620w, https:\/\/www.ledspadova.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/MjY1NDI4Mw-500x242.jpeg 500w\" sizes=\"(max-width: 504px) 100vw, 504px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3935\" class=\"wp-caption-text\">Fonte: IEEE Spectrum<\/p><\/div>\n<p>Anche in <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/European_super_grid\">Europa<\/a> il progetto di una rete comune sta facendo qualche passo avanti. Mentre la <a href=\"http:\/\/spectrum.ieee.org\/energy\/renewables\/germany-takes-the-lead-in-hvdc\">Germania<\/a> spegne le sue centrali nucleari, le fonti rinnovabili sono in grossa crescita: costruendo un sistema strategico di linee HVDC, sarebbe possibile connettere il continente (dove la densit\u00e0 di popolazione e la produzione industriale sono maggiori) ai vasti parchi eolici del nord e a quelli fotovoltaici delle zone mediterranee. A quel punto si potrebbe pensare anche di collegare l\u2019UE con altri Stati extracomunitari limitrofi, come la Scozia, l\u2019Islanda, il Marocco e gli altri paesi nordafricani, la Turchia, la Russia, il Kazakistan, ecc.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 difficile sar\u00e0 realizzare progetti simili in continenti pi\u00f9 grandi, ove i rapporti diplomatici sono pi\u00f9 tesi, anche se sono gi\u00e0 state avanzate proposte di collegamenti tra Nord America e Sud America, Asia e Europa, India e Cina, Australia e Sud-Est Asiatico.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><em>Articolo originale:<\/em><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a class=\"fasc-button fasc-size-xlarge fasc-type-flat fasc-ico-before dashicons-admin-site\" style=\"background-color: #03a6e3; color: #ffffff;\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/spectrum.ieee.org\/energy\/the-smarter-grid\/lets-build-a-global-power-grid\">Let\u2019s Build a Global Power Grid<\/a><\/h2>\n<hr>\n<p><em>Per approfondire:<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><i><a href=\"http:\/\/www.power-technology.com\/features\/featurethe-worlds-longest-power-transmission-lines-4167964\/\">The world&#8217;s longest power transmission lines<\/a>&nbsp;<\/i>&#8211; Power Technology<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.qualenergia.it\/articoli\/20160224-smart-e-super-grid-accordo-italiagiappone-le-reti-elettriche-del-futuro\"><em>Smart e super grid: accordo Italia\/Giappone per le reti elettriche del futuro<\/em><\/a>&nbsp;&#8211; QualEnergia<\/li>\n<li><em><a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/canale_ambiente\/notizie\/clima\/2016\/11\/15\/cop22-ban-ki-moon-tempo-gioca-a-sfavore-ma-non-ci-fermiamo_a199023f-6175-4203-a57b-b5de0af0b8f0.html\">COP22, dichiarazione di Marrakech con impegni per il clima<\/a>&nbsp;<\/em>&#8211; Ansa<\/li>\n<\/ul>\n<hr>\n<p style=\"text-align: center;\">Scarica in formato pdf:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"fasc-button fasc-size-xlarge fasc-type-flat fasc-ico-before dashicons-arrow-down-alt\" style=\"background-color: #22a836; color: #ffffff;\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/ledspadova.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Lets-Build-A-Global-Power-Grid.pdf\">Una rete di trasmissione globale<\/a><\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.ledspadova.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2266\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italian<\/a>.<\/p>\n<p>Articolo originale pubblicato da Clark W. Gellings su IEEE Spectrum il 28 Luglio 2015<br \/>\nIn questi anni ha assunto grande rilevanza in ambito accademico il concetto di \u201csmart grid\u201d (rete intelligente), spesso sovrapposto \u2013 sia a ragione, che a torto \u2013 a quello di \u201cmicrogrid\u201d (rete autosufficiente). L\u2019avvento della generazione distribuita tramite fonti rinnovabili (RES) ha infatti costretto gli ingegneri a ripensare completamente il modello della rete elettrica, immaginando un futuro in cui ogni centro abitato e polo industriale consumeranno l\u2019energia da loro stessi prodotta a livello locale, in modo sostenibile e pienamente efficiente. Ci\u00f2 significherebbe, tradotto in termini pratici, suddividere le reti nazionali in piccole unit\u00e0 autonome, ciascuna dotata di un proprio sistema di generazione da pochi MW (ad esempio un \u201cparco\u201d fotovoltaico costituito dalla totalit\u00e0 dei pannelli installati sugli edifici) gestito in modo \u201csmart\u201d da una serie di sensori e strumenti informatici, che monitorano istante per istante ogni componente (Internet of Things).<\/p>\n<p>Ovviamente questo modello presuppone che sia possibile sfruttare le rinnovabili in qualunque punto del pianeta, ma sappiamo, invece, che purtroppo non \u00e8 cos\u00ec. Il grosso problema delle RES \u00e8 che si tratta di fonti intermittenti, non programmabili, non uniformemente distribuite sul territorio e spesso situate lontano dai luoghi in cui la loro energia \u00e8 effettivamente richiesta. Inoltre, in mancanza di efficienti ed economici sistemi di accumulo, settorializzare la rete elettrica rende estremamente pi\u00f9 difficile il bilanciamento puntuale della produzione e dei consumi. Appare dunque evidente come per essere \u201csmart\u201d non sia sufficiente diventare \u201cmicro\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":179,"featured_media":2267,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[259],"tags":[230,367,67,231],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.8.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Let&#039;s Build A Global Power Grid - LEDS - L\u2019Energia Degli Studenti<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/2016\/11\/lets-build-a-global-power-grid\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Let&#039;s Build A Global Power Grid - LEDS - L\u2019Energia Degli Studenti\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Articolo originale pubblicato da Clark W. 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Ci\u00f2 significherebbe, tradotto in termini pratici, suddividere le reti nazionali in piccole unit\u00e0 autonome, ciascuna dotata di un proprio sistema di generazione da pochi MW (ad esempio un \u201cparco\u201d fotovoltaico costituito dalla totalit\u00e0 dei pannelli installati sugli edifici) gestito in modo \u201csmart\u201d da una serie di sensori e strumenti informatici, che monitorano istante per istante ogni componente (Internet of Things).  Ovviamente questo modello presuppone che sia possibile sfruttare le rinnovabili in qualunque punto del pianeta, ma sappiamo, invece, che purtroppo non \u00e8 cos\u00ec. Il grosso problema delle RES \u00e8 che si tratta di fonti intermittenti, non programmabili, non uniformemente distribuite sul territorio e spesso situate lontano dai luoghi in cui la loro energia \u00e8 effettivamente richiesta. Inoltre, in mancanza di efficienti ed economici sistemi di accumulo, settorializzare la rete elettrica rende estremamente pi\u00f9 difficile il bilanciamento puntuale della produzione e dei consumi. Appare dunque evidente come per essere \u201csmart\u201d non sia sufficiente diventare \u201cmicro\u201d.","og_url":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/2016\/11\/lets-build-a-global-power-grid\/","og_site_name":"LEDS - L\u2019Energia Degli Studenti","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/ledspadova\/","article_published_time":"2016-11-26T17:56:51+00:00","article_modified_time":"2018-04-05T21:10:54+00:00","og_image":[{"width":1280,"height":678,"url":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_2016-11-26-185406-e1522962639653.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Team LEDS","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ledspadova","twitter_site":"@ledspadova","twitter_misc":{"Written by":"Team LEDS","Est. reading time":"7 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/2016\/11\/lets-build-a-global-power-grid\/","url":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/2016\/11\/lets-build-a-global-power-grid\/","name":"Let's Build A Global Power Grid - LEDS - L\u2019Energia Degli Studenti","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/#website"},"datePublished":"2016-11-26T17:56:51+00:00","dateModified":"2018-04-05T21:10:54+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/#\/schema\/person\/def8e8f2aa86e9aec6fff2f0a8934872"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/2016\/11\/lets-build-a-global-power-grid\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-US","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":[["https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/2016\/11\/lets-build-a-global-power-grid\/"]]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/2016\/11\/lets-build-a-global-power-grid\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Let&#8217;s Build A Global Power Grid"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/#website","url":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/","name":"LEDS - L\u2019Energia Degli Studenti","description":"Perch\u00e9 il mondo cambia e c&#039;\u00e8 bisogno di cambiare l&#039;Energia!","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"en-US"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/#\/schema\/person\/def8e8f2aa86e9aec6fff2f0a8934872","name":"Team LEDS","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-US","@id":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/wp-content\/wphb-cache\/gravatar\/6d5\/6d5dd8c6f23fe825a490f5e9bc828892x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/wp-content\/wphb-cache\/gravatar\/6d5\/6d5dd8c6f23fe825a490f5e9bc828892x96.jpg","caption":"Team LEDS"},"url":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/author\/team_leds\/"}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_2016-11-26-185406-e1522962639653.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2266"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/179"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2266"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2266\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2267"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2266"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2266"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledspadova.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2266"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}